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    April 26

    Discussione su YouTube - A MASSIMO TROISI poesia di Roberto Benigni

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    Massimo Troisi. Il mondo intero proprio

    Una poesia di Roberto Benigni. A Massimo Troisi

    Non so cosa teneva "dint'a capa",
    intelligente, generoso, scaltro,
    per lui non vale il detto che è del Papa,
    morto un Troisi non se ne fa un altro.
    Morto Troisi muore la segreta
    arte di quella dolce tarantella,
    ciò che Moravia disse del Poeta
    io lo ridico per un Pulcinella.
    La gioia di bagnarsi in quel diluvio
    di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
    era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
    "Non si capisce", urlavano sicuri,
    "questo Troisi se ne resti al Sud!"
    Adesso lo capiscono i canguri,
    gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
    Con lui ho capito tutta la bellezza
    di Napoli, la gente, il suo destino,
    e non m'ha mai parlato della pizza,
    e non m'ha mai suonato il mandolino.
    O Massimino io ti tengo in serbo
    fra ciò che il mondo dona di più caro,
    ha fatto più miracoli il tuo verbo
    di quello dell'amato San Gennaro 

    YouTube - A MASSIMO TROISI poesia di Roberto Benigni
      
    April 24

    TRIBUTO A JAMES DOUGLAS MORRISON



     

    TRIBUTO a JAMES DOUGLAS MORRISON
     
     
    James Douglas Morrison nasce l'8 Dicembre 1943 a Melbourne in Florida, vicino a Cape Canaveral. Insieme a lui, vera anima del gruppo, c'erano anche, Ray Manzarek ( 1939, organo e tastiere), Robby Krieger ( 1946, chitatrra ) e John Densmore ( 1944, batteria).

    La musica dei Doors tende a focalizzarsi attorno alle evoluzioni alla tastiera di Ray Manzarek, che era solito suonare due strumenti contemporaneamente (con la mano sinistra le parti tipicamente associate con il basso elettrico), mentre Robbie Krieger alla chitarra suonava con delle influenze di flamenco, indiane, pezzi blues e di musica classica e Densmore forniva le linee di batteria necessarie per i diversi ritmi. I testi delle canzoni dei Doors furono influenzati in primis dagli scritti di Aldous Huxley . Huxley faceva uso di allucinogeni come la mescalina, parallelamente a Morrison che frequentemente usava LSD (ai tempi ancora legale). <Friedrich Nietzsche e nella cultura classica.

    I Doors in breve tempo svilupparono una capacità narrativa e poetica straordinaria, dall'approccio sonoro incandescente, che amalgamava blues e rock psichedelico, beat generation e poesia decadente, liturgie occulte e ritmi esotici. E le liriche declamate da Morrison, sorta di sciamano dal fascino ipnotico e inquietante, sono un pugno in faccia ai valori precostituiti. A cominciare… dalla fine: "The End", ovvero la versione rock del mito di Edipo che sfocia nella celeberrima e iper-censurata strofa "Father, I want to kill you... Mother, I want to fuck you".

    In America è la stagione d'oro degli hippies e del pacifismo, dell'acid-blues di Jefferson Airplane e Grateful Dead , ma anche del rock decadente dei newyorkesi Vevet Underground . Mentre a San Francisco e in tutta la Bay Area si celebrano i fasti del "flower power" tra nuvole di fumo e sesso libero, nelle cantine di Los Angeles si propaga sotterranea la leggenda di questo quartetto, che sul palco riesce a infiammare l'audience grazie alle performance insolenti del suo carismatico frontman. I Doors si muovono su coordinate artistiche del tutto atipiche per il sound dell'epoca. Il loro obiettivo è espandere il rock oltre i suoi confini, oltre quelle "porte della percezione" decantate proprio da William Blake.

    Pubblicano il loro primo album eponimo nel 1967 con la Elektra, album che contiene già pietre miliari come 'Light my fire', 'Break on through' e 'The end'. Il successo è immediato, confermato nello stesso anno da 'Strange days' nel '69. Dopo un paio d'anni di successi e concerti gremiti e al limite dell'isterismo, ci sarà un periodo d'appannamento, con l'uscita dei deludenti 'Waiting for the sun' e 'The soft parade'. Morrison inoltre, viene arrestato per atti osceni durante un concerto tenuto a Miami. Nonostante i guai con la giustizia (e con l'alcool) del frontman, la band ritorna con successo al blues degli esordi prima con 'Morrison Hotel' e poi con 'L.A. woman', consideati nuovi capolavori. All'apice del fulgore della loro breve carriera, Il 3 luglio del 1971 Jim Morrison muore, forse per overdose (anche se l'episodio non è mai stato del tutto chiarito), mentre era a Parigi . Gli altri membri del gruppo continuarono nell'attività artistica ed incisero altri due albums, "Other Voices" e "Full Circle", senza però ottennere gli stessi successi avuti con Morrison.


    Discografia:

    1. The Doors (1967)
    2. Strange days (1967)
    3. Waiting for the sun (1968)
    4. The soft parade (1969)
    5. Absolutely live (1970, live)
    6. Morrison Hotel (1970)
    7. L.A. woman (1971)
    8. Other voices (1971, primo album senza Morrison)
    9. Full circle (1972)
    10. An american prayer (1978)
    11. The best of the Doors (1985)
    12. The Doors soundtrack (1991, colonna sonora del film omonimo di Oliver Stone)   

    Prima che tu scivoli nel sonno
    Dell'incoscienza
    Vorrei avere un altro bacio
    Un'altra risplendente
    Opportunità di beatitudine
    Un altro bacio
    Un altro bacio
    I giorni sono luminosi
    E pieni di dolore
    Avvolgimi nella tua dolce pioggia
    Il tempo da cui sei fuggita
    Era troppo insensato
    Ci incontreremo ancora
    Ci incontreremo ancora
    Dimmi dove
    Giace la tua libertà
    Le strade sono campi che non muoiono mai
    Salvami dalle ragioni per cui
    Tu dovresti piangere
    Ed io dovrei volare
    La nave di cristallo
    Sta per essere riempita
    Mille ragazze
    Mille brividi
    Un milione di modi per passare il tempo
    Quando torneremo
    Ti scriverò

    (Jim Morrison)


     (tratto dal web)