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THE LIZARD KING
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February 24

Discussione su YouTube - Chiaiano, la grande truffa dei rifiuti

 

Citazione

Discussione su YouTube - Chiaiano, la grande truffa dei rifiuti
                                   
January 04

i bambini poveri piangono e noi stiamo lì a guardarli

 

 

Discussione su YouTube -i bambini poveri piangono e noi stiamo lì a guardarli         
      

ECCO DOV è La differenza                    

December 12

acqua in bocca

Il grembiulino, il voto in condotta, servivano a distrarci da riforme ben più gravi: dal maestro unico, alla morte del tempo pieno, alla privatizzazione della scuola e degli ospedali e se non lo sapevate anche dell’acqua!

 

                                                              

 

 

                                             

 

 

 

ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA                                                 

di Rosaria Ruffini

 Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.

L'acqua è sacra in ogni paese cultura e fede del mondo.                    

 L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
 
L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.

 L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.
METTETENE A CONOSCENZA PIU’ GENTE CHE POTETE                      

December 10

IL SETTIMO SI RIPOSO 05-12-2008

Ciao a tutti,voglio ringraziare tutta la compagnia per la splendida esperienza di venerdi 05-12-2008 all' ultimo spettacolo rappresentato (IL SETTIMO SI RIPOSO').
La rappresentazione ha avuto un gran successo e numerosi sono stati i commenti positivi per tutti,anche se il pubblico è un pò di parte...(amici e parient hahaha!!!).
Scherzo...tutti si sono davvero divertiti, io in particolare mi sono divertito a stare con voi, un gruppo unico e di talento, e sono soddisfatto di ciò che siamo riusciti a realizzare.
Spero che i nostri cari registi si mobilitino al più presto per mettere in scena un nuovo spettacolo,altrettanto divertente e di successo(anche se so che non dipende solo da voi).
Un ringraziamento in particolare al pubblico che ci segue costantemente ed in numero crescente,sperando che aumenti sempre di più fino ad organizzare uno spettacolo con più serate per un pubblico numerosissimo!(anche se siamo contentissimi già così).
Un abbraccio a tutte le star della compagnia "STIAMO CERCANDO DI SMETTERE" SIETE MITICI!!! a presto Gaetano Donnarumma A bocca aperta(Alessandro Marzocchi) PER LE FOTO DEI VARI SPETTACOLI  E INFO DELLA  COMPAGNIA "STIAMO CERCANDO DI SMETTERE" clicca sul link http://cid-3f4d15b880049238.spaces.live.com/                               
September 29

VINO E SALUTE

Il vino rosso fa buon sangue, ma anche buon sesso                                        

 
Le sostanze contenute nel vino sembrano essere un toccasana per aumentare il piacere sessuale.
 
Il resto del mondo immagina il Bel Paese come una distesa di vigneti a perdita d’occhio, e forse nell’immaginario di qualche lontano statunitense confusionario tutta la Toscana, compresa Firenze, trabocca di grappoli dorati, magari qualcuno che pende anche dal braccio del David di Michelangelo. Di vero c’è che un bicchiere di vino rappresenta uno stile e un modo di essere che tutto il mondo riconosce come italiano, racconta delle diverse epoche storiche a cui si è accompagnato e delle peculiarità regionali, sa delle diverse esposizioni al sole e delle singolari proprietà organolettiche del terreno da cui è nato. Questo perché l’Italia è tra i migliori produttori di vino al mondo, e per continuare a mantenere questo primato si avvicendano le ricerche che ne svelano caratteristiche e qualità. Un bicchiere di vino fa buon sangue, si sa, ma oggi sappiamo che tre fanno ancora di più.
                                                                         
A svelare questa interessante posologia è stato lo studio condotto dal professore Andrea Ledda dell'Università dell'Aquila, il quale ha presentato i risultati di un’ importante ricerca sulle proprietà del vino a Lanciano, in occasione della manifestazione “Vino e Salute”, promossa dall’omonima associazione che si occupa della promozione e divulgazione scientifica degli studi legati all’oro del Chianti.

Tre bicchieri di vino sembrerebbero aumentare il piacere sessuale favorendo l'erezione e ritardando lievemente il riflesso eiaculatorio. Le sostanze contenute aiutano il funzionamento delle arterie favorendo l’afflusso di sangue nel membro maschile, in questo modo aiutandone il rilascio e la conseguente erezione. Altri effetti positivi si registrano nella prevenzione dell’arteriosclerosi e degli effetti negativi legati all’andropausa, patologia legata al calo di produzione ormonale con l’aumentare degli anni. Sempre secondo i ricercatori il vino bevuto con moderazione può anche incidere nella prevenzione di alcuni tumori come quello della prostata, anche se i risultati di queste ricerche si sono prodotti solo in laboratorio su cavie e non ancora sull’uomo.

Le proprietà curative derivano da alcune delle componenti polifenoliche del vino. Tra queste componenti emerge il campione di vendite, il resevratolo, antiossidante di ultima generazione che impazza tra i prodotti “a base di…” venduti in USA. Sostanza che è presente soprattutto nel vino rosso, questa molecola permette di allungare la vita dei topolini in laboratorio e viene oggi utilizzata nell’industria cosmetica per le sue proprietà. Si troverebbe in quantità interessanti soprattutto nel vino e nella buccia degli acini. Ma qualche scettico fa notare che, malgrado la buona volontà, tali quantità non sono sufficienti a garantire risultati apprezzabili, a meno di non volere rischiare la cirrosi per l’eccessiva assunzione di vino, vanificando, come insegna l’esperienza, il positivo effetto su desiderio e qualità dell’erezione.   Laura Di Maria(http://www.fastweb.it/portale/magazine/perlui/salute_ed_eros/articolo/?id=2704183&from=feat&pos=1)
 
 
 
 
Storia del vino [modifica] (http://it.wikipedia.org/wiki/Vino)             
Mescita di vino rosso, Tacuinum sanitatis casanatensis (XIV secolo)
Mescita di vino rosso, Tacuinum sanitatis casanatensis (XIV secolo)
                                 

Nel Valdarno Superiore, intorno a Montevarchi (Ar), sono stati ritrovati in depositi di lignite, reperti fossili di tralci di vite (Vitis Vinifera) risalenti a 2 milioni di anni fa. Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che la Vitis vinifera cresceva spontanea già 300.000 anni fa. Studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico; si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove i primi ominidi riponevano l'uva. Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale                                                                                                                                                                                                                                                                     

Un calice di vino racconta millenni di storia umana. Gli studiosi che nel corso del XX secolo hanno cercato di scoprire quanto la terra nasconde alla vista degli uomini si sono imbattuti casualmente nella più antica giara di vino mai rinvenuta. Nel 1996, infatti, una missione archeologica americana, proveniente dall'Università della Pennsylvania e diretta da Mary Voigt, ha scoperto nel villaggio neolitico di Hajji Firuz Tepe, nella parte settentrionale dell'Iran, una giara di terracotta, della capacità di 9 litri, contenente una sostanza secca proveniente da grappoli d'uva. La notizia, riferita da Corriere Scienza del 15 ottobre 2002, aggiunge che i reperti rinvenuti risalgono al 5100 a.C., quindi a 7.000 anni fa, ma gli specialisti affermano che il vino è stato prodotto per la prima volta, forse casualmente, tra 9 e 10.000 anni fa nella zona del Caucaso. Sembra infatti che il primo vino sia stato prodotto del tutto per caso (come è avvenuto per il pane lievitato) per la fermentazione accidentale di uva dimenticata in un recipiente.                  

È comunque accertato che la produzione su larga scala di vino è iniziata poco dopo il 3000 a.C., quindi circa 5.000 anni fa.

La Bibbia (Genesi 9,20-27) attribuisce la scoperta del processo di lavorazione del vino a Noè, discendente di Adamo ed Eva da solo 10 generazioni: successivamente al Diluvio Universale, avrebbe piantato una vigna con il cui frutto fece del vino che bevve fino ad ubriacarsi.

I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono al 1700 AC, ma è solo con la civiltà egizia che si ha lo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione del vino.

L'impero romano dà un ulteriore impulso alla produzione del vino, che passa dall'essere un prodotto elitario a divenire una bevanda di uso quotidiano. In questo periodo le colture della vite si diffondono su gran parte del territorio, e con l'aumentare della produzione crescono anche i consumi.

Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla sostanza che conosciamo oggi. A causa delle tecniche di conservazione (soprattutto la bollitura), il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole.

Con il crollo dell'Impero Romano la viticoltura entra in una crisi dalla quale uscirà solo nel medioevo, grazie soprattutto all'impulso dato dai monaci benedettini e cistercensi. Nella stessa Regola, Benedetto afferma:

« Ben si legge che il vino ai monaci assolutamente non conviene; pure perché ai nostri tempi è difficile che i monaci ne siano persuasi, anche a ciò consentiamo, in modo però che non si beva fino alla sazietà. »

Gian Battista Vico intravvide nella concezione medioevale del vino come genere di prima necessità un carattere della barbarie di quest'epoca.[2]

Proprio nel corso del medioevo nasceranno tutte quelle tecniche di coltivazione e produzione che arriveranno praticamente immutate fino al XVIII secolo, quando ormai la produzione ha carattere "moderno". Ciò grazie alla stabilizzazione della qualità e del gusto dei vini, nonché all'introduzione delle bottiglie di vetro e dei tappi di sughero.

Nel XIX secolo l'oidio e la fillossera, malattie della vite provenienti dall'America, distruggono enormi quantità di vigneti. I coltivatori sono costretti a innestare i vitigni sopravvissuti sopra viti di origine americana (Vitis labrusca), resistenti a questi parassiti, e ad utilizzare regolarmente prodotti fitosanitari come lo zolfo.

Nel novecento invece si ha, inizialmente da parte della Francia, l'introduzione di normative che vanno a regolamentare la produzione (origine controllata, definizione dei territori di produzione, ecc.) che porteranno a un incremento qualitativo nella produzione del vino a scapito della quantità.

In rosso area di diffusione del vino; in blu area di diffusione della birra; in giallo area di diffusione del sidro
In rosso area di diffusione del vino; in blu area di diffusione della birra; in giallo area di diffusione del sidro

July 17

OMAGGIO A TOTò

OMAGGIO AL GRANDE TOTO'

 
 
15 febbraio 1898: Antonio Clemente nasce al rione Sanità al n. 109 di via Santa Maria Antesaecula in Napoli, da Anna Clemente nubile e, secondo la leggenda da Totò stesso alimentata, Giuseppe De Curtis, figlio dello spiantatissimo marchese De Curtis, che si era sempre opposto al matrimonio tra il nobile figliolo e la bella popolana.

Esuberante, Totò cresce nei vicoli di Napoli, che preferisce di gran lunga alla scuola. Finite le elementari, viene mandato in un collegio ma non arriva neppure alla licenza ginnasiale. È qui che un insegnante, boxando scherzosamente con lui gli rovina il setto nasale, deviandoglielo.

Si mette a fare vari lavoretti e si avvicina al teatro, anche se come semplice spettatore. Lo affascinano e colpiscono alcuni personaggi comici, che imita benissimo. E nel 1913/14 debutta in uno dei tanti teatrini napoletani con uno pseudonimo, Clerment.

Scoppia la guerra, parte volontario, poi ne ha paura, finge un attacco di cuore e resta nelle retrovie. Conosce però ugualmente le durezze e le stupidità della vita di caserma.

Quando finisce la guerra torna al teatro. Comincia a fare "banda" con  gente come Eduardo e Peppino De Filippo, Cesare Bixio. Chi faceva prosa, chi componeva canzoni, chi si dedicava al varietà. Antonio continua su questa strada e acquista una certa notorietà.

                                                       

 

La coincidenza vuole che il marchesino suo padre avesse iniziato una sua attività, di agente teatrale, che lo aveva reso economicamente indipendente dalla famiglia che quindi si fosse riavvicinato ad Anna. E nel 1921, alla morte del marchese padre, si sposa con lei. Antonio diventa Antonio De Curtis (il riconoscimento vero e proprio sarà però del 1928). Una "versione romantica" che la prima moglie di Totò, Diana Rogliani, avrebbe a più riprese contestato.

Anna e Giuseppe si trasferiscono a Roma. E Antonio con loro. La sua vita subisce una radicale modifica. Dopo aver lavorato in vari piccoli teatri romani, approda da Jovinelli. Ben presto diventa una stella e inizia a viaggiare per l'Italia in tournée. Gli anni della povertà sono definitivamente finiti. Il suo personaggio si è ormai consolidato: e la marionetta disarticolata, in bombetta, tight fuori misura, scarpe basse e calze colorate che conserverà per tutta la vita.

                                     

 

  

Totò va pazzo per le donne e le donne vanno pazze per lui. Era celebre il divano che si faceva mettere in camerino per eventuali ospiti. Poi conosce Liliana Castagnola, famosa cantante di café-chantant da destino malinconico e tragico.Una maliarda, ma che di lui si innamora alla follia: gli propone di fare compagnia insieme e al suo rifiuto, la notte del 3 marzo 1931, si suicida.

Colto da rimorsi postumi, Totò la fa seppellire nella tomba di famiglia dei De Curtis. E, qualche anno dopo, darà il nome dell'amante alla figlia.Sono passati pochi mesi dalla morte della Castagnola e a Firenze  Totò conosce una sedicenne  fiorentina, Diana Bandini Lucchesini Rogliani, che va a vedere un suo spettacolo, Lo trova non brutto buffo "assemblato" in modo inconsueto; si innamora di lui e fugge da casa per raggiungerlo. Sono felici, nel 1933 hanno una bambina, si sposano nel 1935.

 

Ma poi scoppia la gelosia patologica dell'attore, che lo porta a chiedere l'annullamento del matrimonio in Ungheria (sarà ratificato in Italia, nel 1940). Ma malgrado ciò la famiglia resta in qualche modo unita fino agli anni '50.

Nella stagione 1932/33 Totò fonda una propria compagnia, sono per lui gli anni d'oro dell'avanspettacolo. La gente lo ama e lo apprezzano persino critici e intellettuali. Il cinema in piena crescita lo vuole: nel 1937 interpreta "Fermo con le mani!", cui segue due anni dopo " Animali pazzi". Ma questi film, stranamente, non hanno molto successo, mentre le sue riviste non conoscono crisi. Solo nel 1947 con "I due orfanelli" Totò sfonda anche nel cinema. Inizia qui, si può dire, la seconda parte della sua vita professionale, che lo porterà a essere protagonista di quasi un centinaio di film e a trascurare definitivamente il teatro.

Totò è sempre vissuto con il complesso delle sue origini  di figlio di nessuno.
E con un mai esaurito desiderio di nobiltà nel sangue. Sulla sua discendenza da Giuseppe De Curtis già si è detto quanto fosse incerta, forse costruita da lui stesso a posteriori (come raccontava
Diana Rogliani).

Già nel lontano 1933 il marchese  Francesco Maria Gagliardi Focas  lo aveva adottato, dandogli quindi il suo  nome, in cambio di un vitalizio. Alla  morte di questi potrà fregiarsi dei titoli araldici tanto sospirati.

 

 

 

 

YouTube - Totò, Peppino e la malafemmena
    

 

Una conquista  che però arriva solo dopo una battaglia giudiziaria durata parecchi anni e portata avanti con caparbia dall'attore.Dal 1945 avrà finalmente il diritto di farsi chiamare Antonio Griffo Focas Flavio Angelo, Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e di Duraz.

Iniziati all'insegna del successo, dei premi (un Nastro d'Argento per "Guardie e ladri"), gli anni ‘50 vedono la doppia  "pugnalata", come lui la chiamava. della  ex moglie Diana, che si risposa, e di Liliana che si unisce a Gianni Buffardi, figliastro del regista Carlo Ludovico Bragaglia, un uomo che a Totò non piaceva (anche se  gli darà due nipoti e diventerà suo produttore  per alcuni film, Totò aveva visto giusto e il matrimonio durerà molto poco).

Ma come al solito nella vita dell'attore, alla ferita segue un momento felice. Nel 1952 conosce e si innamora di Franca Faldini, ancora una volta una giovanissima (ha 21 anni).
Si fidanzano ma non si sposano, saranno inseparabili.

  

 

 

 

 

Il sipario calò sulla sua vita il 15 aprile 1967, verso le tre e mezzo del mattino nella sua casa di Roma, l'ora in cui d'abitudine si ritirava per dormire.

Nel giro di sette ore un susseguirsi di attacchi cardiaci lo avevano stroncato. Se fosse sopravvissuto all'ultimo sarebbe rimasto paralizzato, muto e totalmente cieco. Parzialmente lo era già. Il primo attacco era sopravvenuto proprio quando, ricevuto l'esito negativo dell'elettrocardiogramma effettuato un paio di giorni prima in seguito a un malore, gioiva per lo scampato pericolo. Il cuore, quel cuore croce emotiva e delizia di salute di tutta la sua vita, gli aveva giocato un tiro irreversibile. Un tradimento alla vigliacca. Ad ogni check up semestrale i medici non glielo avevano forse decantato, definendolo un muscolo da testo, bradicardico quanto quello di un atleta, eccezionalmente perfetto?

Forse erano state le tante sigarette, i molti caffè quotidiani, chissà, comunque non se lo sarebbe mai aspettato, proprio da lui.

Alle 11,20 del 17 aprile viene trasportato nella chiesa di Sant'Eugenio in viale Belle Arti. Sulla bara, la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. La cerimonia si limita a una semplice benedizione, a causa delle difficoltà create dalle autorità religiose perché con la Faldini non era sposato.
Totò aveva sempre espresso il desiderio di avere funerali semplicissimi. Alle 16,30 la salma di Totò giunge a Napoli accolta, dall'uscita dell'autostrada fino alla basilica del Carmine, da una marea di folla. Viene sepolto nella cappella De Curtis al Pianto, il cimitero sulle alture di Napoli.

    

Clip: Totò beato tra le donne

    

Clip: le donne di Totò

    

Clip: Totò piace a Totò?

    

Clip: Totò e Franca Faldini

(DAL SITO http://www.antoniodecurtis.org/biografia.htm )

June 11

un amico è una persona co cui posso essere sincero:in sua presenza posso pensare ad alta voce

 Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità P1010669S7300682S7300695S7300696S7300966S7301072
 

Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. Insieme all'amore, è uno degli stati emozionali fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l'amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca, che non pone vincoli specifici sulla libertà di comportamento delle persone coinvolte.

Il tema dell'amicizia è al centro di innumerevoli opere dell'arte e dell'ingegno; fu trattato già da Aristotele e Cicerone ed è oggetto di canzoni, testi letterari, opere filmiche e via dicendo.

In genere, si distinguono diversi gradi di amicizia, dall'amicizia causale legata a una simpatia che emerge fortuitamente in una certa circostanza magari in modo temporaneo, all'amicizia cosiddetta intima, ovvero associata a un rapporto continuativo nel tempo fra persone che arrivano a stabilire un grado di confidenza reciproca paragonabile a quella tipica del rapporto di coppia.

  

  • Aristotele distingue tre tipi di amicizia:S7300905

    • amicizia basata sul piacere;
    • amicizia basata sull'interesse;
    • amicizia basata sulla bontà.

« Un amico è una persona con cui posso essere sincero: in sua presenza posso pensare ad alta voce. »
 
 
L'amicizia nello sviluppo dell'individuo

Nel divenire dello sviluppo dell'emotività individuale, le amicizie vengono dopo il rapporto con i genitori e prima dei legami di coppia che si stabiliscono alla soglia della maturità. Nel periodo che intercorre fra la fine dell'infanzia e l'inizio dell'età adulta, gli amici sono spesso la componente più importante della vita emotiva dell'adolescente, e spesso raggiungono un livello di intensità mai più eguagliato in seguito. Queste amicizie si stabiliscono il più delle volte, ma non necessariamente, con individui dello stesso sesso ed età.

Le prime forme d'amicizia si possono avere anche nei primi anni di vita quando i bambini condividono gli stessi giochi e le stesse esperienze ludiche e di crescita. I bimbi piccoli incontrano i loro coetanei all'interno del nido e con loro instaurano delle semplici relazioni che ancora non si possono definire amicizia. Due bambini che giocano insieme entrano in relazione e si conoscono a vicenda. Con l'ingresso nella scuola materna, i bambini imparano le abilità fondamentali che servono per lo sviluppo e la nascita delle nuove amicizie. Negli anni della scuola materna preferiscono stare insieme ad alcuni bambini rispetto ad altri e nelle sezioni nascono anche i primi gruppi di amici. Ma le amicizie che sono destinate a durare più a lungo e a rimanere impresse nella memoria di ogni bambino, sono quelle che nascono tra i banchi di scuola. Nella scuola elementare i bambini trascorrono molte ore con i loro compagni e cercano punti di riferimento all'interno della classe. Solitamente il punto di riferimento è un compagno dello stesso sesso, ma può anche accadere che nascono amicizie tra coetanei di sesso differente. Le amicizie alla fine della scuola elementare sono ormai consolidate e solitamente destinate a cambiare con l'ingresso nella scuola media. I bambini instaurano amicizie con i coetanei o con altri bimbi di età differente anche in altri luoghi come nei parchi o nelle ludoteche.

 

« Gli uomini chiamano amicizia una società di interessi, uno scambio d’aiuti, un commercio insomma,in cui l’amor proprio spera di potere guadagnare qualche cosa » S7300403

 

 

Varianti culturali

Come si diceva un gruppo di amici consiste di due o più persone gratificate a stare insieme da sentimenti di cameratismo, esclusività e reciproco interesse. Ci sono varie "gradazioni" e "sfumature" nel modi di intendere questo sentimento, tanto che, nelle varie culture, ci sono da sempre stati diversi modi di intendere e manifestare l'amicizia.

Russia

In Russia è usanza accordare a pochissime persone la qualifica di amico, ma quello che viene perso in quantità viene più che recuperato in intensità. Solo fra amici ci si chiama per nome (o col diminutivo) mentre fra semplici "conoscenti" ci si chiama usando il nome completo, a cui si aggiunge anche il patronimico.
Gli amici possono essere colleghi di
lavoro da lungo tempo, vicini con cui si scambiano visite o inviti a pranzo, ecc. Il contatto fisico fra amici è considerato cosa del tutto normale anche fra persone dello stesso sesso, che si abbracciano, si baciano e camminano in pubblico a braccetto o mano nella mano, senza il minimo imbarazzo o connotazione di tipo sessuale.

Secondo uno scritto di Oleg Kharkhordin sulle implicazioni politiche dell'amicizia, ai tempi del regime stalinista le amicizie erano viste con un certo sospetto, in quanto la fedeltà fra amici poteva essere in contrasto con la fedeltà al Partito. "Per definizione un amico è una persona che non ti abbandona nemmeno quando è direttamente minacciata, una persona a cui si possono fare tranquillamente confidenze di ogni tipo, una persona che non ti tradirà mai, nemmeno se messa sotto pressione". In un certo senso l'amicizia divenne l'ultimo valore-baluardo del dissenso politico in Unione Sovietica. Centro di strategie internazionali."S7300637

Asia

Anche in Medio Oriente ed Asia centrale l'amicizia fra maschi, sebbene meno stretta che in Russia, tende ad essere particolarmente intima, e si accompagna con una grande quantità di effusioni fisiche di natura non sessuale, tenersi per mano, ecc.

Paesi occidentali

In Occidente i contatti fisici intimi hanno assunto nell'ultimo secolo una connotazione decisamente "sessuale", e praticarli fra amici è considerato un tabù, soprattutto fra maschi. Tuttavia un modo appena accennato, quasi "rituale", di abbracciarsi e baciarsi può essere accettato, anche se solo in determinati contesti.
Fanno eccezione i bambini, la cui amicizia può tradursi in manifestazioni di stretta intimità, che vengono soppresse successivamente per uniformarsi alle convenzioni sociali.

Amicizie non fra persone

Sebbene nell'accezione originaria il termine indichi l'amicizia fra individui, viene a volte usato anche nel contesto delle relazioni politiche per indicare una particolare condizione delle relazioni fra stati o popoli (si veda l'amicizia "franco-tedesca") legati da affinità e comuni interessi.

A questo riguardo vale citare una celebre affermazione dello statista inglese Benjamin Disraeli che ebbe a dire: "Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti."

 

S7300396
                            tratto da web

June 06

EMERGENZA ALIMENTARE

EMERGENZA ALIMENTARE

OGNI 3 SECONDI UN BAMBINO MUORE DI FAME.....

Un pianeta urla per la fame

800 milioni di persone senza cibo

Un mondo condannato alla fame ed alla sofferenza. Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all'altro, che soffrono di fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi.

Nel corno d'Africa, cuore della disperazione, l'80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle. I1 mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall'altra correggere certi effetti dell'economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento.

Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell'economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.

 "Liberare dalla fame milioni di esseri umani non è impresa facile e presuppone di estirpare le stesse cause alle radici della fame, come guerre e conflitti interni".

La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l'anemia è la principale malattia da regime alimentare - colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un'operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l'anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Il programma ha dato vita ad una serie di iniziative produttive che comprendono

l'introduzione di tecnologie agricole più moderne, la creazione di migliaia di centri di allevamento di bestiame, ed il miglioramento delle strutture educative e dei servizi sociali: la carenza di proteine è stata ridotta così da una prevalenza del 51 fino al 21% in termini globali, mentre le forme più drastiche di malnutrizione sono calate dal 2,1% allo 0,01.  RAPPORTO UNICEF

È allarme rosso per la situazione infanzia ne1 mondo

Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai

vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla naseita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale. Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.

AIDS

Ogni minuto 6 ragazzi sotto i 25 anni vengono infettati dall’HIV e l’AIDS colpisce soprattutto l’Africa: su 2,8 milioni di persone morte lo scorso anno il 79% erano africani.

RACHITISMO

Carenze alimentari e mancanza di cure adeguate pregiudicano la crescita del bambino nei primi anni di vita. Nei Paesi in via di sviluppo il 39% dei piccoli sotto i 5 anni é affetto da rachitismo, mentre sono oltre 170 milioni quelli sottopeso.

VACCINAZIONI

30 milioni di bambini non sono protetti dalle vaccinazioni obbligatorie (nel primo anno di età) e tra questi 11 milioni muoiono per malattie che si potrebbero prevenire.

ACQUA E SERVIZI IGIENICI

Più di un miliardo di persone continua a non avere accesso all'acqua potabile ed un terzo della popolazione mondiale non dispone di servizi igienici, soprattutto in Cina, Congo, Etiopia, India. Mentre sono 2 milioni i bambini che muoiono per malattie diarroiche ed altri disturbi legati al consumo d'acqua.

MATERNITA' ASSISTITA

44 milioni di donne non ricevono alcuna assistenza durante la gravidanza ed il parto. Questa é ogni anno la causa di morte di circa 600.000 puerpere e 5 milioni di neonati prima, durante il parto o nella prima settimana di vita. Ancora oggi nel mondo oltre 130 milioni di donne hanno subito la mutilazione degli organi genitali.

COSA FARE

 Tutti gli uomini devono e possono battersi per la tutela dei diritti umani, troppo spesso violati. Non può esserci sviluppo se questo non è planetario, ed obiettivi dello sviluppo sono quelli di assicurare una condizione di vita dignitosa, un'alimentazione adeguata, un'assistenza sanitaria, istruzione, lavoro e protezione contro le calamità.

Intervenire in aiuto delle Nazioni povere e di combattere la povertà attraverso ogni mezzo: sostenere i programmi internazionali; diffondere il messaggio con campagne di informazioni capillari e ripetute nel tempo al fine di sensibilizzare sempre più il cittadino; promuovere incontri con le Istituzioni cooperando con esse per istituire centri di raccolta e per formalizzare programmi di intervento educativo; attivarsi con i media per diffondere l’obbligo della difesa dei diritti umani.

(TRATTO DA     http://www.etanali.it/fame_nel_mondo.htm)

May 10

DISCARICA DI CHIAIANO NO GRAZIE!!!!

 Rifiuti, verso nuova crisi
"Berlusconi, dimostra che sai fare"
A vuoto l´incontro con il commissariato di De Gennaro: è muro contro muro. Da Milano arriva una notizia choc(http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Caldo-e-immondizia-medici-in-allerta/1455631): l´immondizia che parte per la Germania viene bruciata in termovalorizzatori «identici a quello in costruzione ad Acerra»
di Conchita Sannino
Mentre Chiaiano e Marano saldano con altri due cortei la lotta anti-discarica e portano la protesta sull´altare della chiesa del quartiere, a Napoli e in Campania scorre la drammatica corsa contro il tempo per evitare il collasso.

Crescono a vista d´occhio i cumuli di immondizia tra città e provincia, la paralisi torna ad avvolgere gli impianti di Cdr. L´aria si fa irrespirabile: ad esempio sotto il tunnel del Centro direzionale, oppure nell´area est, o ancora alle porte di Pomigliano. Malgrado gli sforzi in campo, il disastro-rifiuti comincia a riconquistare spazi anche nel cosiddetto "salotto" di Napoli. Centinaia di sacchetti assediano il centro antico e Chiaia. L´immondizia straripa sotto i balconi della prefettura e forma piazzole di merce in decomposizione a pochi metri da Palazzo San Giacomo. Il bollettino ufficiale della crisi, nella sola città, dà il senso dell´escalation: siamo a quota 2400 tonnellate di sacchetti sotto il sole. Oltre 42 mila quelle che stringono in una morsa la regione. In particolare a Napoli, i camion dell´Asìa sversano solo in parte negli stabilimenti Cdr di Caivano e Giugliano, e scaricano il loro maleodorante carico nei vagoni di Ecolog diretti in Germania. Ma altre migliaia di tonnellate, per le quali non c´è ancora una destinazione, opprimono le strade dei comuni della provincia.

Nella graduatoria dei territori più colpiti, restano la zona vesuviana, ma anche l´agro aversano e l´area irpina. Mentre dal salernitano - zona più o meno protetta - lancia un pacato avvertimento Palmiro Cornetta, il sindaco di Serre, "patron" dell´unica discarica definitiva in funzione in Campania. «Ho già chiesto al ministero dell´Ambiente di attivarsi per i progetti di manutenzione di altimetria della discarica. Siamo ormai arrivati a quota 550 mila tonnellate di roba depositata, c´è ancora spazio a questi ritmi, ma solo fino a luglio - chiarisce Cornetta - Lo sversamento quotidiano di fos va dalle 1200 alle 1500 tonnellate al giorno. Se questa sarà la frequenza, abbiamo un´autonomia di due mesi ancora. Ma sia chiaro anche al nuovo governo: emergenza o non emergenza, nessuno si sogni di andare a Serre oltre le 700 mila tonnellate stabilite nel Protocollo d´intesa. Un solo chilogrammo in più e il paese bloccherebbe tutto».

Dal Commissariato ai rifiuti l´obiettivo dello staff guidato dal prefetto Gianni De Gennaro è di intensificare le partenze dei treni Ecolog e accelerare l´adozione di provvedimenti e correttivi utili ad ottenere la riapertura dei siti di Ferrandelle e delle aree di stoccaggio delle balle a Pianodardine. Entrambi ancora gravati dal sequestro disposto dai giudici. C´è un allarme fondato: si rischia di cadere in una crisi dalla quale, complice il caldo, sarebbe arduo risollevare il territorio. Ed è su questo sfondo che assumono maggiore peso le due ultime, fallite mediazioni: quella per la discarica di Chiaiano, e per la "mega-piattaforma" di Vallata in Irpinia.
La battaglia contro lo sversatoio nella cava dell´area nord, in particolare, registra in mattinata un corteo con migliaia di persone - comprese famiglie, donne e ragazzi - che va da Marano a Chiaiano. All´iniziativa partecipano anche i commercianti con una serrata. Una protesta ormai corale e vasta. Alla quale, tuttavia, non mancano cattivi accompagnatori, né ombre di speculazione. Nella cittadina che fu regno del boss Nuvoletta, tra l´altro, è in corso di realizzazione un business per la costruzione di 400 appartamenti proprio a un tiro di schioppo dalla cava che dovrebbe ospitare la discarica. Progetto controverso: prima bocciato dal Comune, poi approvato, e ora messo in serio pericolo dalla realizzazione dello sversatoio di "tal quale".

Intrecci di interessi poco chiari farebbero capolino anche nel fronte di coloro che la discarica la vogliono. È quanto denuncia il fronte di "Insurgencia", il centro sociale che sostiene le ragioni del no a Chiaiano, ricordando che alcune cave annesse all´area oggi contesa sono state già acquistate da Fibe. Il grande gruppo imprenditoriale, a suo tempo, aveva pensato di depositare in quelle cave le ceneri provenienti dalla termodistruzione delle balle. Un´idea forse tramontata, forse no. Per il popolo di Chiaiano, guidato anche da Agostino Di Lorenzo, presidente dell´ente Parco delle colline, un altro motivo per marciare contro la discarica. Intanto la Campania senza sbocchi produce 5 tonnellate di immondizia al minuto.
 
 
 

ManifestazioneE’ stato scandito da migliaia di manifestanti il “no” all’ipotesi dell’apertura di una discarica nelle cave di Chiaiano, zona verde della periferia Nord di Napoli. Partito con poche centinaia di persone dalla stazione della metropolitana del quartiere interessato dal provvedimento del Commissariato straordinario per l’emergenza rifiuti, il corteo si è ingrandito strada facendo, concludendosi con migliaia di manifestanti in strada all’ingresso di Marano, un Comune confinante con Chiaiano ugualmente preoccupato dall’ipotesi discarica. A sfilare sono stati abitanti del quartiere e del comune alle porte di Napoli, oltre a rappresentanti del mondo delle associazioni e di alcune sigle di disoccupati. Ma durante il corteo non sono mancati momenti di tensione, soprattutto nella fase iniziale, provocati da un piccolo gruppo di facinorosi che ha fatto esplodere botti e acceso fumogeni. La manifestazione si è comunque svolta poi senza incidenti e si è conclusa con la convinzione, da parte dei manifestanti, che a Chiaiano una discarica non sarà mai realizzata.
La discarica a Chiaiano sarebbe anche un duro colpo per l’economia, e in particolare per la produzione di ciliegie, vero vanto della zona verde a nord di Napoli. Lo ha ricordato Rosario Lopa del Dipartimento Politiche agricole e ambientali di Alleanza Nazionale, secondo il quale “il 70 per cento della produzione nazionale di ciliegie proviene da Chiaiano e la scelta di aprire qui una discarica - ha aggiunto - comporterebbe lo stop certo da parte dell’Unione Europea al riconoscimento della denominazione Igp”.     (pubblicato da Pier Paolo Petino    http://www.videocomunicazioni.com/2008/04/30/chiaiano-in-migliaia-al-corteo-contro-la-discarica/) 

April 26

Discussione su YouTube - A MASSIMO TROISI poesia di Roberto Benigni

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Massimo Troisi. Il mondo intero proprio

Una poesia di Roberto Benigni. A Massimo Troisi

Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro 

YouTube - A MASSIMO TROISI poesia di Roberto Benigni
  
April 24

TRIBUTO A JAMES DOUGLAS MORRISON



 

TRIBUTO a JAMES DOUGLAS MORRISON
 
 
James Douglas Morrison nasce l'8 Dicembre 1943 a Melbourne in Florida, vicino a Cape Canaveral. Insieme a lui, vera anima del gruppo, c'erano anche, Ray Manzarek ( 1939, organo e tastiere), Robby Krieger ( 1946, chitatrra ) e John Densmore ( 1944, batteria).

La musica dei Doors tende a focalizzarsi attorno alle evoluzioni alla tastiera di Ray Manzarek, che era solito suonare due strumenti contemporaneamente (con la mano sinistra le parti tipicamente associate con il basso elettrico), mentre Robbie Krieger alla chitarra suonava con delle influenze di flamenco, indiane, pezzi blues e di musica classica e Densmore forniva le linee di batteria necessarie per i diversi ritmi. I testi delle canzoni dei Doors furono influenzati in primis dagli scritti di Aldous Huxley . Huxley faceva uso di allucinogeni come la mescalina, parallelamente a Morrison che frequentemente usava LSD (ai tempi ancora legale). <Friedrich Nietzsche e nella cultura classica.

I Doors in breve tempo svilupparono una capacità narrativa e poetica straordinaria, dall'approccio sonoro incandescente, che amalgamava blues e rock psichedelico, beat generation e poesia decadente, liturgie occulte e ritmi esotici. E le liriche declamate da Morrison, sorta di sciamano dal fascino ipnotico e inquietante, sono un pugno in faccia ai valori precostituiti. A cominciare… dalla fine: "The End", ovvero la versione rock del mito di Edipo che sfocia nella celeberrima e iper-censurata strofa "Father, I want to kill you... Mother, I want to fuck you".

In America è la stagione d'oro degli hippies e del pacifismo, dell'acid-blues di Jefferson Airplane e Grateful Dead , ma anche del rock decadente dei newyorkesi Vevet Underground . Mentre a San Francisco e in tutta la Bay Area si celebrano i fasti del "flower power" tra nuvole di fumo e sesso libero, nelle cantine di Los Angeles si propaga sotterranea la leggenda di questo quartetto, che sul palco riesce a infiammare l'audience grazie alle performance insolenti del suo carismatico frontman. I Doors si muovono su coordinate artistiche del tutto atipiche per il sound dell'epoca. Il loro obiettivo è espandere il rock oltre i suoi confini, oltre quelle "porte della percezione" decantate proprio da William Blake.

Pubblicano il loro primo album eponimo nel 1967 con la Elektra, album che contiene già pietre miliari come 'Light my fire', 'Break on through' e 'The end'. Il successo è immediato, confermato nello stesso anno da 'Strange days' nel '69. Dopo un paio d'anni di successi e concerti gremiti e al limite dell'isterismo, ci sarà un periodo d'appannamento, con l'uscita dei deludenti 'Waiting for the sun' e 'The soft parade'. Morrison inoltre, viene arrestato per atti osceni durante un concerto tenuto a Miami. Nonostante i guai con la giustizia (e con l'alcool) del frontman, la band ritorna con successo al blues degli esordi prima con 'Morrison Hotel' e poi con 'L.A. woman', consideati nuovi capolavori. All'apice del fulgore della loro breve carriera, Il 3 luglio del 1971 Jim Morrison muore, forse per overdose (anche se l'episodio non è mai stato del tutto chiarito), mentre era a Parigi . Gli altri membri del gruppo continuarono nell'attività artistica ed incisero altri due albums, "Other Voices" e "Full Circle", senza però ottennere gli stessi successi avuti con Morrison.


Discografia:

1. The Doors (1967)
2. Strange days (1967)
3. Waiting for the sun (1968)
4. The soft parade (1969)
5. Absolutely live (1970, live)
6. Morrison Hotel (1970)
7. L.A. woman (1971)
8. Other voices (1971, primo album senza Morrison)
9. Full circle (1972)
10. An american prayer (1978)
11. The best of the Doors (1985)
12. The Doors soundtrack (1991, colonna sonora del film omonimo di Oliver Stone)   

Prima che tu scivoli nel sonno
Dell'incoscienza
Vorrei avere un altro bacio
Un'altra risplendente
Opportunità di beatitudine
Un altro bacio
Un altro bacio
I giorni sono luminosi
E pieni di dolore
Avvolgimi nella tua dolce pioggia
Il tempo da cui sei fuggita
Era troppo insensato
Ci incontreremo ancora
Ci incontreremo ancora
Dimmi dove
Giace la tua libertà
Le strade sono campi che non muoiono mai
Salvami dalle ragioni per cui
Tu dovresti piangere
Ed io dovrei volare
La nave di cristallo
Sta per essere riempita
Mille ragazze
Mille brividi
Un milione di modi per passare il tempo
Quando torneremo
Ti scriverò

(Jim Morrison)


 (tratto dal web)

 

il re lucertolaClicca per vedere la fotoClicca per vedere la fotoClicca per vedere la foto
Sono il re lucertola.
Posso fare ogni cosa.


Per sette anni ho dimorato nel
perso palazzo dell' esilio
facendo strani giochi con le ragazze
dell'isola.

Ora sono tornato di nuovo nell'isola
della forza, della saggezza e della bellezza.

Fratelli e sorelle nella foresta
bambini nella notte.
Chi correrà con il cacciatore?

Ora la notte arriva con la sua legione purpurea.
Ritiratevi adesso nelle vostre tende e nei vostri sogni.
Domani entreremo nella città in cui sono nato.

Voglio essere pronto.

JDM

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(Jim Morrison, 1943-1971

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WE O' MARZO'...NN POTEVO MACARE NEL TUO SPACES!!!SXO T FACCIA PIACERE....T LASCIO UN COMMENTO...ACCUSSI ALMENO LE TUE MAIL KE MI MANDI HANNO UN SENSO PIU IMPORTANTE ANCORA (SKERZO)....bello ma soprattutto interessante il tuo spaces....tokki argomenti a dir poco speciali !!!...fai bene...xke c è bisogno d farle sapere alcune cose!!!
concludo o' marzo' salutandoti .... cm sempre in bocca a l lupo x tutto!!!
ps grande garitanoooooooooooooo !!!!!!!!!!! mitici tempi CASANOVA !!!!!!!!!!
June 12
Evawrote:
ciao aleeeee!!!! mi raccomando adesso che ho commentato il tuo blog voglio che ricambi il favore sul blog della compagnia!!! baci Eva
May 13
Clarawrote:
Grande troisi......ciaooooooooooooo
Apr. 30
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